buzzoole code Scorci di Sicilia: AGRIGENTO: Valle dei Templi

lunedì 9 aprile 2012

AGRIGENTO: Valle dei Templi

La Valle dei Templi di Agrigento è una delle testimonianze più preziose ed imponenti della dominazione greca in Sicilia. Dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco nel 1997, i suoi templi dorici rappresentano un esempio di arte e architettura dell'epoca della Magna Grecia secondo solo ad Atene.



DOVE CI TROVIAMO
Tempio dei Dioscuri - foto Flickr
La Valle dei Templi si trova poco distante dal centro di Agrigento.
Come si raggiunge
Autostrada A19 Palermo-Catania, uscita per Caltanissetta. Proseguire sulla SS640 Caltanissetta-Porto Empedocle fino ad Agrigento ed imboccare l'uscita per la Valle dei Templi in corrispondenza della rotatoria.
Note: a causa di lavori in corso per il raddoppio della SS640 sono presenti diverse deviazioni durante il percorso. Seguire attentamente le indicazioni della segnaletica provvisoria.
Biglietti
Biglietto intero: 10,00€
Biglietto ridotto (per ragazzi tra i 18 e i 25 anni e per docenti universitari): 5,00€
Biglietto cumulativo (Valle dei Templi + Museo Archeologico): 13,50€
Biglietto ridotto: 7,00€
Biglietto per i residenti ad Agrigento e provincia: 1,00€
Minori di 18 anni ed adulti over65: gratis
Orari
Collina dei 3 Templi (Giunone, Concordia, Eracle): tutti i giorni dalle ore 8,30 alle 19,00
Tempio di Zeus, Santuario delle Divinità Ctonie e tempio dei Dioscuri: dalle ore 9,00 alle 19,00
Visite guidate notturne: dalle ore 19,30 alle 22 (solo in estate)
Tempio della Concordia - foto Flickr


LE ORIGINI DI AGRIGENTO
La tradizione greca racconta che l'antica Akragas venne fondata da Agragante, figlio di Zeus e della ninfa Asterope. Secondo la fonte dello storico Tucidide invece la città prende il nome dal fiume che scorre nella valle e venne fondata nel 580 a.C. da coloni greci provenienti da Rodi e Creta che avevano già fondato la colonia di Gela. Dieci anni dopo la fondazione ha inizio la tirannide di Falaride, ma è sotto il governo di Terone (488-472 a.C.) che la città conosce il suo massimo periodo di splendore, caratterizzata da una grande espressione artistica e architettonica, di cui i Templi di Agrigento sono la massima testimonianza.
Pindaro infatti la descrisse come "la più bella città dei mortali".
Sconfitta e rasa al suolo nel 406 a.C. dai Cartaginesi, Akragas viene ricostruita da Timoleonte e la città si espande nel quartiere ellenistico-romano.
Nel 210 a.C. i Romani conquistano Akragas e le cambiano il nome in Agrigentum. La maggior parte degli edifici, dopo la distruzione da parte dei Cartaginesi, fu ricostruita dai Romani e rimaneggiata in seguito in epoca bizantina e medievale.  



COSA C'E' DA VEDERE
L'area archelogica della Valle dei Templi è costituita da dieci templi (non tutti visibili) dorici, da necropoli paleocristiane e romane, dalla tomba di Terone, dal quartiere ellenistico e dai resti dell'Agorà e delle fortificazioni sia di epoca greca, romana che bizantina.
Il percorso principale della Valle dei Templi parte dall'Acropoli, la collina dove sorgono i tre templi meglio conservati: Giunone, Concordia ed Ercole.
Tempio di Giunone - foto Flickr
Partendo dall'ingresso orientale in cima al colle ci si imbatte immediatamente nel primo tempio, il Tempio di Giunone, o di Hera Lacinia per i Greci.
A differenza degli altri, il tempio è costruito a strapiombo sulla rupe, su uno sperone di roccia irregolare che constrinse i costruttori del tempo a costruire un basamento più alto del normale sui fronti meridionale e occidentale affinchè combaciasse con il livello naturale del sito. La sua struttura è piuttosto ben conservata e testimonia ancora oggi il rigore con cui è stato edificato.
Tempio di Giunone - foto Flickr
L'attribuzione ad Hera Lacinia è abbastanza convenzionale, poichè non sono state ritrovate testimonianze concrete sulla reale funzione del tempio. La sua posizione nonchè la disposizione dell'altare hanno portato alla conclusione che in questo tempio erano in uso cerimonie propiziatrici alle nozze e alle nascite, attribuite alla sposa di Zeus.
Uno dei particolari, ad un occhio più attento, è che sono visibili ancora i segni dell'incendio del 406 a.C., quando l'Acropoli fu incendiata dai Cartaginesi. Restaurato in epoca romana, è un bell'esempio di arte dorica, di cui restano 30 colonne, di cui 16 con capitello, ancora molto eleganti e imponenti.
Proseguendo per il viale che costeggia il sito, tra i mandorli , gli olivi secolari (forse portati dagli Arabi) e il gelsomino profumato, si arriva al Tempio della Concordia. 
Tempio della Concordia - foto Flickr
Il nome non è dovuto ad un'attribuzione oggettiva ma si basa semplicemente su un'iscrizione latina trovata nelle vicinanze e riportata dallo storico rinascimentale Fazello. In realtà, secondo quanto confermano gli studiosi, il tempio fu molto probabilmente dedicato alla dea Demetra.
Il tempio è uno dei meglio conservati dell'età greca classica nel mondo e in effetti la sua struttura è pressocchè intatta, merito dei vari restauri avvenuti nei secoli. Anche in questo caso non è possibile accedere all'interno, ma è ben visibile la cella interna e un doppio ordine di colonne in stile dorico.
Tempio della Concordia - foto Flickr
Durante l'epoca bizantina fu trasformato nella Basilica cristiana di San Gregorio delle Rape dal vescovo Gregorio. Le modifiche apportate all'interno causarono la distruzione di statue pagane, tra cui l'idolo di Raps, da cui prese il nome la basilica. In seguito la basilica fu consacrata ai santi Pietro e Paolo e rimase tale fino al 1788, quando il Principe di Torremuzza ottenne di riportare il tempio alla sua antica origine.
Nei dintorni sono presenti anche delle cisterne e delle tombe di epoca medievale di cui rimangono alcuni loculi scavati nella roccia arenaria, dalle quali si può godere di una vista suggestiva sul paesaggio circostante fino al mare.
Poco distante dalla Concordia sorgono le catacombe paleocristiane, dette Grotte Fragapane, di età romano-bizantina, non accessibili al pubblico per pericolo crolli.
Tempio di Ercole - foto Flickr
A poche decine di metri si arriva all'ultimo tempio sulla collina, dedicato a Ercole. A differenza degli altri due presenta uno stile architettonico ancora più antico (risale circa al 510 a.C.) anche se però rimangono pochi resti: solo un lungo colonnato di otto colonne doriche e molte, imponenti rovine. Delle 38 colonne a tamburo di cui era costituito, ne rimangono solo 9, rialzate nel 1922 grazie all'intervento del capitano inglese Hardcastle. Contrariamente ai precedenti, questo tempio è visitabile all'interno, visto che ormai il tutto si riduce alla vasta piattaforma del basamento, accessibile dalla gradinata, e al colonnato.
Lasciata la Passeggiata Archeologica dei tre templi, si accede alla parte occidentale della Valle su cui sorgono le rovine del grande tempio di Zeus Olimpico.
Resti del tempio di Zeus Olimpico - foto Flickr
Costruito dagli Agrigentini dopo la vittoria di Himera sui Cartaginesi (480 a.C.), il tempio di Zeus era uno dei più maestosi dell'antichità. Oggi restano delle colossali rovine a testimonianza dell'antico splendore: la sola piattaforma del basamento occupa una superficie pari ad un campo da calcio. Il vasto colonnato era intervallato dai Telamoni o Atlanti, statue colossali che avevano il compito di occupare gli spazi tra una colonna e l'altra al fine di equilibrare il peso della trabeazione. Alcune di esse, rimaste miracolosamente intatte, sono oggi esposte al Museo Archeologico di Agrigento.
Telamone del tempio di Zeus - foto Flickr
Distrutto più volte a partire dal VI sec. d.C., il tempio fu utilizzato nel 1750 anche come cava di pietra per la costruzione del vicino porto di Porto Empedocle.
Poco distante da ciò che resta del tempio di Zeus sorge il tempio dei Dioscuri o di Castore e Polluce, i gemelli figli di Zeus e Leda, di cui rimangono solo quattro colonne. Tempio simbolo dell'intera Valle, si erge all'interno del Santuario dedicato alle divinità ctonie, legato al culto di Demetra, Persefone e Dioniso.
Tempio dei Dioscuri - foto Flickr
Tempio di Efesto
Le rovine presenti nell'area circostante infatti testimoniano l'esistenza di altri due templi, dedicati a Persefone e Demetra, divinità molto venerate ad Akragas.
Nella zona più estrema della Valle, sulle riva sinistra del fiume Hypsas, sorge invece il tempio di Efesto, o Vulcano, uno dei più recenti in ordine cronologico (V sec. a. C.). Anche in questo caso restano poche rovine, in cui lo stile dorico presenta già influenze ioniche più visibili.
Ancora ben visibile percorrendo la SS640 in direzione Porto Empedocle è il tempio di Esculapio, o Asclepio, dio della medicina.
Tempio di Esculapio
E' noto da fonti storiche che in questo tempio accorressero malati e infermi per chiedere una guarigione. All'interno del tempio vi era una pregevole statua di Apollo scolpita da Mirone, prima trafugata dai Cartaginesi durante l'assedio di Akragas e poi definitivamente confiscata dal console Verre in epoca romana.
Poggetto di San Nicola
Alcuni dei templi dell'antica Akragas sono stati inglobati in edifici sacri della città. Ne è un esempio il santuario rupestre di Demetra su cui è stata eretta in epoca medievale la piccola chiesa di San Nicola, o il tempio di Atena, costruito oltre le mura dove oggi sorge il centro della città di Agrigento: sulle sue fondamenta è stata eretta la chiesa medievale di Santa Maria dei Greci. Infine, ciò che resta del tempio di Iside è stato inglobato nell'area del Museo Archeologico Nazionale.
Tomba di Terone
Poco lontano dal Museo sorgono inoltre un piccolo tempio romano in stile ionico, l'Oratorio di Falaride, e l'ekklesiastérion. Infine, la Tomba di Terone, sorge al di fuori delle mura meridionali. La torre tombale quasi piramidale fu per secoli creduta erroneamente la tomba del tiranno di Akragas, ma sia le iscrizioni che gli studi la fanno risalire ad un epoca successiva tardo ellenistica, in memoria dei caduti della seconda guerra punica.
La Valle dei Templi è in continua espansione. Sono infatti in corso sempre nuovi scavi che portano alla luce nuovi reperti e basamenti di nuovi templi ancora da classificare, come nell'area dei Dioscuri e intorno al poggetto di San Nicola, dove è emerso il Bouleuterion della città ellenistica.



VALLE DEI TEMPLI DI AGRIGENTO
Località: Agrigento
Sito web: www.lavalledeitempli.eu
Visite guidate: www.lavalledeitempli.it
Video: TodaroNetwork

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